IL GIOCO

Gioca come i gatti! Con le unghie di fuori
— Luciano Fabro

Al lavoro, a casa, coi figli, in molti corsi e workshop, siamo sempre giudicati per i nostri successi e i nostri sbagli, dagli altri e da noi stessi. Questa abitudine fa sì che molti fotografi cerchino di svolgere un compito (o un compitino) attraverso i loro progetti, piuttosto che intraprendere un'avventura e una ricerca. Ma questa formula è davvero la più adatta per la fotografia? La paura del fallimento, il rischio di non piacere, la vergogna di mettersi a nudo non banalizzano il lavoro che facciamo? Dov'è la libertà di inventare o di non essere d'accordo? In questo panorama mi sembra fondamentale rivalutare la dimensione della scoperta, della creazione, della critica, del rischio, in altre parole del gioco.

Qualcosa come l’arte può continuare ad esistere solo in quelle opere che di volta in volta sappiano addentrarsi nell’ignoto.
— T.W. Adorno

Quando Anna Detheridge pubblica il suo libro sulle vicende dell'arte concettuale decide di intitolarlo "Scultori della speranza". Anna scrive: <<Ogni artista porta con sé un lembo di verità, tenta di sollevare un poco la fitta coltre di retorica e confusione che ci ingabbia, per orientarsi verso una possibile fonte di luce, una vera e propria speranza per l'umanità>>. Ed è proprio attraverso la fotografia che possiamo chiedere al mondo di svelarci i suoi segreti. Possiamo investigarlo, immaginarlo, riconfigurarlo, invece che ribadire semplicemente ciò che già sappiamo. Possiamo dare un volto concreto alle persone invece che ingabbiarle in idee preconcette, possiamo cercare nel reale i segni di un futuro possibile invece che illustrarlo secondo stereotipi o luoghi comuni. Lasciamoci stupire.

Celan diceva: <<Abbiamo la responsabilità di indicare un possibile terreno di rilancio, per non essere riassorbiti nel (...) mondo in cui Auschwitz è stato ed è ancora possibile>>.

Se siete qui, probabilmente è perché volete cambiare il mondo.


DURATA

Il corso inizia la seconda settimana di febbraio e durerà fino a metà giugno. Il corso prevede due incontri al mese di tre ore, un incontro individuale e una giornata di workshop conclusiva (per un totale di 40 ore).

PERCORSO FORMATIVO

Il programma vuole essere intenzionalmente eterogeneo per fornire molti stimoli ai partecipanti, alternando lezioni di arte a lezioni di tecnica fotografica.

  • Raccontare una storia (vera e immaginaria)

  • Linguaggio visuale: rappresentazione, composizione, inquadratura

  • Fotografia e altre arti: disegno, scrittura e collage

  • Collaborazione in fotografia: collaborare con esperti di altre discipline

  • Risoluzione problemi tecnici e di processo

  • Tecnica: come aumentare la qualità del risultato per internet e stampa (nello scatto, in Lightroom e Photoshop, nella stampa)

  • Idea e Progetto

  • Editing: selezionare e mettere in sequenza le proprie immagini

  • Fotografare il familiare

  • Chi sono io? Da dove vengo? Come vedo? Come immagino?

  • Costruire un libro

  • Altro: in risposta agli stimoli del gruppo

Tra una lezione e l'altra verranno assegnati esercizi e incoraggiati i partecipanti a produrre continuamente nuovo lavoro per il corso (e per se stessi). Questo è un corso orientato ad una produzione fotografica intensa !

ALTRE INFO

Il corso si svolgerà a casa mia e nel mio studio, entrambi sono a Milano in zona Loreto.

Numero massimo di partecipanti: otto persone.

Bonus: I partecipanti al corso ottengono

  • il 10% di sconto su workshops allo Studio Tupac

  • una borsa di studio (al 100%) per un partecipante (votato democraticamente) per accedere al prossimo corso in partenza

ISCRIZIONE

Per favore inviare un lettera di motivazione, biografia e portfolio a fotografiaespirito@gmail.com.


Alcune tesine degli alunni di IL GIOCO 2018:


LIBRI CONSIGLIATI

Lezione di fotografia di Stephen Shore

La fotografia come arte contemporanea di Charlotte Cotton

Arte torna Arte di Luciano Fabro

Nausicaa Giulia Bianchi